Women at Business, la piattaforma "tinder" del lavoro al femminile, sceglie a quiet place

Women at Business, la piattaforma "tinder" del lavoro al femminile, sceglie a quiet place

Women at Business, la piattaforma "tinder" del lavoro al femminile, sceglie a quiet place

Di Redazione
2' di lettura
 
Inizia il nuovo anno con una valigia piena di nuovi progetti per Women at Business, la piattaforma “tinder” del lavoro al femminile per offrire alle donne un maggior numero di opportunità professionali.

La startup creata durante la pandemia da Laura Basili e Ilaria Cecchini, che vuole giocare un ruolo sempre più centrale nel mondo del lavoro nell’incontro tra domanda e offerta per le donne e l’inclusività, apre il 2024 con numerose novità da comunicare anche attraverso un nuovo accordo con l’agenzia di comunicazione a quiet place  , fondata da Elena Santoro.

Nei mesi a seguire infatti, i progetti della startup e quelli della sua app Women Plus, realizzata grazie alla collaborazione di diversi soggetti, primo fra tutti TIM che è il main partner, prevedono un nuovo evento internazionale dedicato al mondo stem che dalla Spagna arriverà in Italia per la prima volta, grazie a Women at Business , il 28 Maggio 2024, nuovi importanti corsi di formazione e di empowerment e una sempre più larga base di clienti ambassador e professioniste in cerca del match perfetto per il proprio lavoro. A tempo pieno, o part time. 

L’algoritmo proprietario e unico di Women at Business consente infatti il miglior abbinamento tra disponibilità e competenze di una professionista – al di fuori di ogni bias, quindi senza alcun tipo di discriminazione rispetto all’età anagrafica, all’essere mamma o desiderare di diventarlo – rispetto alle richieste di un mercato del lavoro che fa, in tutta Italia e in tutti i settori, sempre più fatica a identificare i talenti più giusti per le sue vacancies.

E ancora, la startup si sta sviluppando lungo una terza direttrice, affermandosi come uno dei partner più qualificati per accompagnare le imprese, partner e non, ad ottenere (e mantenere nel tempo) la Certificazione di parità di genere, iniziativa che intende ridurre il divario di genere e favorire la crescita professionale delle donne.

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