Wired.it Women at Business, rimettersi in gioco grazie all'algoritmo

Wired.it Women at Business, rimettersi in gioco grazie all'algoritmo

Women at Business, rimettersi in gioco grazie all'algoritmo

Rimettersi in gioco è parte dell'esperienza lavorativa al femminile. Una community suggerisce di farlo sfruttando anche le chance del digitale

Riproporsi nel mercato del lavoro sarà una sfida per tutti quelli che la pandemia ha spinto ai margini, donne in primis. Tuttavia, tornare attive dopo un periodo più o medio lungo di assenza non è un tema del tutto nuovo per molte professioniste che, a volte per scelta, altre per necessità, restano per qualche anno a bordocampo.

Ma spesso è nell’arco di quest’assenza che matura il rischio di perdere terreno, occasioni o semplicemente smarrire il senso di sé, know how professionale compreso. Anche il digitale può dare un mano per arginare il fenomeno. Con questo approccio è stata lanciata nel 2020 la startup Women at Business (Wab), promossa da Ilaria Cecchini e Laura Basile, entrambe con trascorsi manageriali. Un progetto dichiaratamente rivolto a donne che hanno alle spalle esperienze lavorative “ricche e performanti” interrotte però per far spazio ai bisogni della famiglia, trasferimenti all’estero e rientri in patria, ecc. Per favorire l’incontro tra competenze delle donne e bisogni delle aziende Women at Business propone quindi chance di matching, grazie a un doppio database in cui confluiscono da un lato le competenze femminili, dall’altro i progetti aziendali che le ricercano.

Professioniste e aziende possono quindi alimentare i due database e sarà l’algoritmo proprietario ad analizzare i dati e suggerire gli abbinamenti, che potranno concretizzarsi nel caso in cui la candidata risulti interessata a passare a uno step successivo. Il curriculum, almeno in senso tradizionale, non è il focus di questa piattaforma, dove contano, in aggiunta alla professionalità maturata sul campo, “altre competenze derivate da passioni profonde, progetti personali, stimolanti esperienze di vita in Italia e all’estero”.

Gli obiettivi di Wab sono sintetizzati anche dal manifesto Together, che pone il focus sull’importanza di far circolare competenze senza danneggiare flessibilità e conciliazione. Tornare al lavoro o rimettersi in gioco professionalmente non sempre significa voler tornare in un modello di vita o prestazione lavorativa già sperimentato e anche questo è un elemento da non sottovalutare, soprattutto quando l’età avanza ed è più difficile destrutturare la propria esistenza.

Step ulteriore di Wab, il canale ProClub, una vetrina che consente alle aziende di vendere servizi ma anche alle professioniste di fare altrettanto, lanciando prodotti, beni, servizi di consulenza, rivolti a un target che di fatto è già presente sulla piattaforma.

Gli obiettivi del progetto Women at Business sono stati raccontati, a marzo, nell’evento I talenti delle donne, nello spazio impresa e lavoro. A differenza del passato, come dimostra lo stesso progetto Wab, oggigiorno ci sono più chance di rimettere in vetrina i propri talenti e i propri trascorsi professionali, ma creare profili online e sperare nel matching è una parte del tutto. Il tema del reskilling, o del semplice stare al passo con i tool contemporanei, si impone anche per chi ha un passato lavorativo robusto alle spalle: la community iscritta alla piattaforma può prendere infatti parte a esperienze di di formazione e di approfondimento in chiave digital, come il percorso formativo strutturato in tre eventi su Linkedin che partirà dal 5 maggio.

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