“Quella della privacy”

“Quella della privacy”

Sono Cristina, ho 56 anni, sposata, un figlio di anni 24 e sono diplomata.

Il mio percorso lavorativo è iniziato nel 1983 e per i 16 anni successivi ho lavorato in aziende dove mi occupavo della gestione dei rapporti con i clienti esteri, conversando e scrivendo in inglese, francese e tedesco.

Nel 1996 è nato mio figlio ed è sempre stato fin dall’inizio un bambino molto vivace, tanto che non ha mai dormito, né di notte e né di giorno. Dopo circa 2 anni e mezzo di lavoro e di mancato sonno ero davvero esaurita ed ho iniziato ad accusare sintomi legati allo stress abbastanza importanti

Con il supporto di mio marito ho provato a cercare un lavoro che mi permettesse di lavorare 6 ore oppure 4 ore, ma senza successo. A quei tempi ottenere un part-time era davvero raro e nel mio ambito lavorativo ancora di più perché significava non potere parlare con una parte di mondo.

Alla fine, con molto rimpianto, decisi di licenziarmi e di dedicarmi alla mia famiglia.

Dopo un primo periodo difficile e certa di avere perso un lavoro che mi appagava, ho scoperto una nuova vita. Alla mattina portavo mio figlio alla scuola materna e lo andavo a riprendere prima che i bambini andassero a letto (non dormendo non potevo lasciarlo). Avevo perciò 4 ore libere. In quelle ore mi sono dedicata a me stessa seguendo prima di tutto una dieta, iscrivendomi in palestra, riordinando tutta casa ed essendo abbastanza libera mi ero resa disponibile alle insegnanti per qualsiasi lavoretto. Al pomeriggio ho scoperto il mondo delle mamme della scuola materna che non lavoravano al pomeriggio e non perdevamo occasione per incontrarci con i bambini a casa o al parco. Ho conosciuto mamme che sono tuttora mia care amiche e che mi hanno aiutato a superare i momenti difficili, con tante paranoie, da genitore.

Dopo 3 anni però mio figlio stava diventando sempre più grande e avrebbe presto iniziato le elementari. Sempre più spesso mi mancava quel senso di sentirmi affermata, di avere un mio stipendio, di conoscere altre persone che non fossero collegate all’ambito familiare. Così di comune accordo con mio marito ho iniziato a fare colloqui sperando di trovare un lavoro part time attinente alla mia attività precedente. Purtroppo senza successo. Grazie al passaparola un’azienda di software mi chiede se avevo voglia di dedicarmi alla gestione del marketing aziendale. Per loro era un nuovo approccio, non avevano mai fatto marketing in precedenza e non erano certi di avere bisogno di questa figura. Pur di potere rientrare nel mondo del lavoro ho aperto una p.iva e mi sono buttata in questo nuovo ambito lavorativo, rendendomi disponibile a svolgere qualsiasi lavoro all’interno dell’azienda, come quello di sostituire una persona dell’amministrazione in maternità per sei mesi. Dopo 2 anni il marketing stava iniziando a dare i suoi frutti e mi hanno assunto. Così ho continuato per qualche anno quando a metà del 2003 l’Amministratore delegato dell’azienda entra nel mio ufficio e mi chiede di cimentarmi in un altro ambito “quella della privacy” perché alcuni clienti desideravano adeguarsi ad inizio 2004 con il ns supporto. All’inizio non è stato facile, non sono né avvocato, né ingegnere ma grazie alla mia voglia di apprendere ho intrapreso questa nuova attività prima solo per qualche ora al giorno, poi 6 ore, poi 8 ore ed ora siamo in 4 persone.I clienti che seguiamo sono tantissimi e molti sono anche importanti. Grazie a loro non ho mai finito imparare e mi aiutano a restare sempre aggiornata.

Il mio lavoro, che può sembrare noioso, è molto interessante, ma al tempo stesso impegnativo. La parte che preferisco è che ho avuto ed ho l’opportunità di conoscere tante persone davvero speciali. Non posso definirli clienti, perché per me sono molto di più. Oggi mi sento realizzata.

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